Tipùl
Il mago delle Storie
Entra nel mio magico mondo, dove parole, immagini e emozioni se incontrano per dar vita a storie fantastiche.
Tipùl
Il mago delle Storie
Entra nel mio magico mondo, dove parole, immagini e emozioni se incontrano per dar vita a storie fantastiche.
Mi presento
Ciao, io mi chiamo Tipùl e sono un mago come ce ne sono molti. Mi dirai che di maghi non ce ne sono così tanti. Sei sicuro? Cos'è un mago per te?

Per me è una persona che vuole rendere straordinario un mondo a volte troppo ordinario. Lo faccio in molti modi, facendo apparire all'improvviso fiori e giochi, ascoltando gli alberi e il vento, viaggiando in groppa a un gatto o ad una nuvola d'estate, raccontando storie che risvegliano le persone che dormono.

La mia casa è un po' disordinata, con tutte queste passioni è normale. Viaggiando per il mondo ho raccolto tantissime cose, piante e ricordi, uno più bizzarro dell'altro. Non so più dove metterli! Alcuni li faccio sparire, altri appaiono improvvisi mentre meno te l'aspetti.

Non parliamo dei libri poi. Migliaia, in ogni angolo della casa, sparsi in giro tra piante e mappamondi, sotto le finestre, sopra i tavoli, a volte anche attaccati al soffitto. Insomma, per mettere ordine in casa mia ci vuole una magia di quelle potenti!

Spesso mi tocca farla, perché la mia casa è un porto dove accolgo numerosi amici, umani e animali, con cui mi intrattengo in lunghe tazze di tè e chiacchierate. Pranzi e cene da me non si contano. Iniziano al mattino preparando ricette imparate ai quattro angoli del pianeta, ma anche in quelli infiniti dei mondi fantastici e finiscono la sera tardi, in un'abbuffata di colori, profumi e risate.
Da me vengono tutti volentieri, perché ci si diverte e si sogna molto. Non è il sogno che fai tu quando dormi però. È quello ad occhi aperti, che ti porta a immaginare una versione più ricca di te, una persona così bella che può rendere migliore anche il mondo. Cosa dici? Sono solo le parole di un vecchio mago? Le parole sono importanti, io ci creo magie che fanno stare meglio adulti e bambini.
Se vuoi essere tra i miei ospiti basta che apri la porta di questo spazio magico. Basta che segui le sue parole e i suoi disegni, quelli che hanno creato per me, per te e per tutti noi, i miei piccoli aiutanti.

Da dove arriva il mio nome?
Il mio caro amico Priel Korenfeld ci spiega l'origine del mio nome.
(PS: vi lascio il link al suo sito, vale proprio la pena conoscerlo)
PrielK.it
Da dove arriva il mio nome?
Il mio caro amico Priel Korenfeld ci spiega l'origine del mio nome.
(PS: vi lascio il link al suo sito, vale proprio la pena conoscerlo)
PrielK.it
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Far nascere una storia tramite la magia è un lavoro imponente, da poco sono arrivato su Facebook e grazie alla magia delle persone che mi seguono ho dato vita a questo:
Smoke is a collection of airborne solid and liquid particulates and gases emitted when a material undergoes combustion or pyrolysis, together with the quantity of air that is entrained or otherwise mixed into the mass.
It is commonly an unwanted by-product of fires (including stoves, candles, oil lamps, and fireplaces), but may also be used for pest control (fumigation), communication (smoke signals), defensive and offensive capabilities in the military (smoke-screen), cooking, or smoking (tobacco, cannabis, etc.).

La mia squadra
La nascita di un libro richiede tantissima energia magica e tante competenze diverse.
Negli anni ho messo insieme una squadra che farebbe gola all'A-Team,
ecco a voi il Magic Story Team!
Our news
Gatto
Cat, what else?!
Miao, o forse ciao. Non importa, io parlo poco e miagolo ancora meno, se non quando ho fame, di cibo dirai? Troppo banale. Non sono quel genere di gatti che fa moine per una tazza di latte e una lisca di pesce. Io ho fame di avventure. Cosa vuoi, sono cresciuto con un mago un po' folle che vagabonda per il mondo che conosci, e quello della fantasia.

Non mi ricordo dove sono nato. So solo che i miei piccoli e cisposi occhietti di micino si aprirono mentre delle calde mani di essere umano mi portavano vicino vicino ad un viso che sorrideva.

Da allora sono un po' il re della sua casa disordinata e bellissima. Un regno di giochi meravigliosi per un piccolo gatto, anche per uno adulto che non smette mai di giocare.

Come padrone di casa - eh già, un gatto è sempre il vero padrone della casa, non te ne eri mai accorto? - accolgo gli innumerevoli ospiti, annusando le loro intenzioni e facendomi coccolare da coloro che ne hanno di buone. Streghe e stregoni qui non sono ben accetti. Li sento arrivare già dalla strada e comincio a soffiare in quel modo così tanto convincente tipico dei felini.

Dopo le coccole conduco gli ospiti da Tipùl, il mago. Li osservo un po' chiacchierare delle loro cose umane e mi acciambello qua e là, tra un mappamondo antichissimo o forse di un altro pianeta, un libro di ricette magiche o una pergamena con una mappa del tesoro. Se la discussione s'infiamma di entusiasmo, magari dopo qualche bicchiere di elisir di troppo, salto sulle ginocchia di una bella maga e mi faccio accarezzare, emettendo delle bellissime fusa.

Quando tutti vanno a letto, magari poco prima dell'alba, io mi sveglio e vago per questa casa così grande fissando un raggio di luna che entra da una finestra, oppure intrattenendomi in discussioni filosofiche con uno dei tanti spiriti della casa. Sì, sono un gatto filosofo. Ne ho letti di libri umani e anche non, ne ho ascoltati di dibattiti infuocati tra i maghi e i poeti!

Ma la mie due passioni più grandi sono: pescare carte che servono ad immaginare il futuro che gli esseri umani si dimenticano di vivere, e partire seguendo il profumo di un viaggio incredibile, facendo da guida ai miei amici a due zampe.
Ismael
Storytellers
Vengo da lontano, da così lontano che a volte nemmeno io mi ricordo dove. Nei miei occhi sognanti, in certe notti, c'è la sabbia del deserto, appena fuori da una città di mattoni seccati al sole, ci sono le palme da dattero di un'oasi e la voce suadente di un jinn, che mi ha iniziato al più antico tra i mestieri. Perché tutto ha origine da una storia, da poche parole che avvicinandosi prima timide e poi scorrendo impetuose come un fiume di primavera, sono diventate racconti.

Le storie che io racconto mi sono arrivate ascoltando il vento o le onde del mare, seduto sulla banchina di un porto, oppure dando corda a qualche vecchio mercante che la sera, davanti ad un fuoco, si lasciava andare, dimenticando i numeri e i fatti, aprendo il cuore alle emozioni di viaggi e amori lunghissimi.

Quando sono stanco di questi viaggi mi incammino nella vecchia città e vado in un porto di terra, la casa del mago Tipùl. Lì ascolto il saggio miagolio del suo gatto o apro a caso un vecchio libro. Durante le numerose e fantasiose cene che il mago organizza me ne sto buono senza dire la mia, finché non arriva la parola giusta, un'immagine o un profumo, allora la storia ha inizio.

La casa di Tipùl è così piena di storie che far ordine è molto difficile, perché non bisogna far confusione, perché le storie richiedono calma e rispetto. Perché in fondo tutte le storie raccontano sempre la stessa cosa, ma quello che importa è ripeterla, inventandone continuamente di nuove.


Annael
Image and graphics creator
Sono nata un gennaio di qualche secolo fa, una giornata fredda e nebbiosa, dove non si vedeva nulla, tanto che mio padre fece una grande fatica a trovare nel bosco la porta della nostra casa. Sono quindi un Acquario e come per gli umani questo è un segno dotato di grande immaginazione e intuizione. Per gli elfi forse di più, perché siamo ancora più connessi alla luce delle stelle.

Il mio pensiero è lungo come uno di quei sentieri che si perdono nel bosco, ma che trovano sempre la loro strada. Non si ferma certo davanti alle apparenze. Vedendo così lontano, sin da piccola, ho imparato a parlare poco, per ascoltare e osservare il mondo attorno a me, sia quello visibile, ma soprattutto quello più interessante, l'invisibile.

Se trovo qualcosa di vecchio e abbandonato lo giro e rigiro tra le mani, chiudo gli occhi ed immagino una nuova storia, dandogli nuova vita, perché le grandi querce e i faggi mi hanno insegnato che non ci sono rifiuti, che tutto si trasforma.

A volte mi perdo nel bosco, ma in verità, mi sto ritrovando. Perché quando sono stanca di tante parole, sgattaiolo via e cerco le porticine segrete che hanno alcuni alberi, che loro stessi mi hanno mostrato. Mi rifugio là dentro e come in un salotto, mi ricarico di buon umore e di sogni.

Ho conosciuto Tipùl tanti anni fa mentre con l'orecchio ascoltava il tronco di un albero, proprio laddove si trova una di queste porticine. Ho subito capito le sue buone intenzioni e gli ho mostrato come entrare. Da allora lui mi ha aperto la porta della sua casa, dove vado ad ascoltare buffe storie e ad abbuffarmi di ottimo cibo. In quelle lunghe cene mi nutro anche di bellissime parole che traduco in disegni su un quaderno magico che mi ha regalato un elfo di un'altra foresta, un album da disegno che non si esaurisce mai, dove i disegni prendono vita, a volte uscendo dalle pagine e andando a perdersi nel bosco o nella casa di Tipùl, per giocare con il gatto o per mettersi seduti sul suo tetto, ad osservare la luna piena.


Fendex
communication and marketing specialist
Tipùl raccoglie libri, oggetti e storie, come la mia, per nulla scontata.

Dove mi abbia trovato rimane un segreto, che forse un giorno io e lui sveleremo.

Alcuni dicono che io sia frutto di un incantesimo o che sia l'ultimo di un'antica specie di creature magiche, un po' come i centauri o i lupi mannari. Io sorrido e lascio credere, perché così nascono discussioni e racconti, il fuoco delle cene a casa del mago.

Non mi faccio vedere spesso lì, la mia parte volpe preferisce le radure di notte, starmene per conto mio a elaborare piani e strategie, che appaiono di colpo, come un fruscio improvviso in un canneto.

Quando scelgo la giusta serata, che fiuto da lontano, mi siedo comodo su una poltrona e osservo gli invitati, senza mangiare molto. Il mio vero nutrimento è assorbire la magia creativa di maghi, maghe ed esseri fantastici come me. Non la rubo certo, è come un calore che mi scalda la pelliccia e le mani, che iniziano ad avvertire un formicolio. Dopo il calore, le mie orecchie vigili iniziano ad ascoltare una melodia, che forse solo il Gatto riesce ad udire.

Avverto i loro poteri, i loro sogni, anche quelli che fanno fatica ad esprimere a voce alta. Così, quando sono bloccati e non sanno che fare, cosa che capita anche a loro, più di quanto spesso si creda, li aiuto prendendo questo calore, ascoltando la loro musica e dandogli parola, per poi trasmetterla al mondo.


Meca
Editor, editing and ferrets
Sì, è strano ma anche le storie hanno bisogno di un sarto. Prendo una storia, la leggo e la rileggo, poi con la mia grossa lente comincio a scorrere frase dopo frase, parola per parola, punto per punto in cerca di quei fastidiosi, minuscoli furetti che amano mettere disordine tra le parole di una storia.


Devi sapere infatti, che quando trovi un apostrofo al posto di un accento oppure manca una doppia (come ad esempio in sopratutto, arrr, che brutto!) gli artefici sono sempre dei terribili minuscoli furetti. Sono così piccoli che, di solito al calar della sera ma, talvolta, anche sotto il sole, si infilano tra le pieghe di una E o nelle curve di una G e combinano disastri.


La furbizia dei furetti è sopraffina. Non c'è mago di storie che passi indenne; i furetti riescono a mettere disordine persino nel disordine di Tipùl!


Nel mio laboratorio c'è una comoda poltrona dallo schienale alto e avvolgente perché amo lavorare ben seduto. Accanto c'è un tavolino pieno di lenti, microscopi e strumenti per scovare i furetti e rimettere a posto le parole.


Cosa ne faccio dei furetti quando li acchiappo? E cosa vuoi che faccia, sono così divertenti e simpatici che una volta tolti dalla storia, li lascio andare a combinare altri disastri!